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Pronuncia della Corte di giustizia europea su IVA auto

by Massimo last modified 2006-09-18 09:12 AM

La Corte di giustizia europea si è pronunciata in senso negativo sui limiti imposti dallo Stato italiano alla detraibilità IVA sulle auto e sui carburanti utilizzati dalle imprese.

La Corte di giustizia europea si è pronunciata in senso negativo sui limiti imposti dallo Stato italiano alla detraibilità IVA sulle auto e sui carburanti utilizzati dalle imprese, in riferimento al regime delle detrazioni previsto dalla sesta direttiva europea sull'IVA, del 1977.

La Corte Ue ha anche espresso diniego per la richiesta del Governo italiano di limitare i rimborsi retroattivi.

E' già stato varato un decreto legge recante "Disposizioni urgenti di adeguamento alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea in data 14 settembre 2006, n. 228/05, in materia di Iva", che fissa al 15 dicembre 2006 la scadenza per chiedere i rimborsi. Nel medesimo decreto è stata prevista l'approvazione del modello per avanzare la richiesta all’Erario entro 30 giorni.

Di seguito il testo della nota del Dipartimento per le Politiche Fiscali del 14 settembre 2006:

La sentenza della Corte di Giustizia nella causa 
Stradasfalti (C-228/05) ha effetti rilevanti sui
conti pubblici italiani. La pronuncia del giudice comunitario, peraltro,
non modifica i principi fondamentali del diritto
alla detrazione IVA. Va ricordato, infatti, che la possibilità di detrarre l'Iva è riferita alle
sole autovetture destinate a utilizzazioni inerenti
a operazioni imponibili, effettuate nell'esercizio dell'attività d'impresa. Pertanto, la detrazione è limitata per le autovetture
utilizzate anche ad altri fini, estranei all'attività
d'impresa. In particolare, occorre sottolineare che
non costituisce utilizzo nell'esercizio di attività di impresa l'assegnazione delle autovetture in uso ai
dipendenti (c.d. fringe benefit). In considerazione di ciò, l'Amministrazione finanziaria
sta studiando una specifica procedura, che consenta
ai contribuenti di dichiarare le percentuali di
utilizzazione delle autovetture per usi extraziendali. Va considerato, inoltre, che la maggiore detrazione
dell'IVA produce effetti di segno contrario sulla
determinazione delle basi imponibili delle imposte sui redditi e dell'IRAP (in termini di minori
ammortamenti e minori spese di funzionamento e
manutenzione deducibili). La modulistica che l'Amministrazione finanziaria
ha allo studio dovrà consentire anche il calcolo di
queste conseguenze.
Roma, 14 settembre 2006
Viste da Belluno
"Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare"

—Seneca